Friuli Venezia Giulia
Udine, seminario sull'abuso del diritto per scopi elusivi
Di questo hanno parlato Agenzia Entrate, professori universitari, Ordini e categorie professionali
La tematica dell’abuso del diritto è stato al centro del seminario teorico-pratico tenutosi presso l’Università degli Studi di Udine, a cura del Dipartimento di Scienze Giuridiche - Laboratorio di fiscalità. L’evento ha visto la partecipazione di svariati interlocutori istituzionali, richiamati dalla presenza di docenti dell’ateneo friulano, di rappresentanti dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Udine e dell’Agenzia delle Entrate.

Dopo una presentazione generale, l’incontro ha preso il via con la prima sessione denominata “Il nuovo orizzonte interpretativo e i suoi corollari”, articolata in tre relazioni a cura di Mario Nussi e Gianpiero Porcaro, che hanno rispettivamente introdotto e presentato i profili procedimentali e sanzionatori e Samantha Buttus, che ha parlato dei profili processuali.
 
Più nel dettaglio, Mario Nussi, dopo aver inquadrato e commentato le prime sentenze sul dividend washing e il dividend stripping, ha illustrato le ultime pronunce della Corte di Cassazione, la quale ha stabilito che l’Amministrazione Finanziaria può rettificare la dichiarazione del contribuente qualora questi ponga in essere operazioni da cui gli derivi un ingiusto risparmio di imposta. La Corte ha infatti precisato che “in materia tributaria, il divieto di abuso del diritto si traduce in un principio generale antielusivo, il quale preclude al contribuente il conseguimento di vantaggi fiscali ottenuti mediante l’uso distorto, pur se non contrastante con alcuna specifica disposizione, di strumenti giuridici idonei ad ottenere un’agevolazione o un risparmio d’imposta, in difetto di ragioni economicamente apprezzabili che giustifichino l’operazione, diverse dalla mera aspettativa di quei benefici”.
 
Successivamente, Gianpiero Porcaro ha posto all’attenzione dei presenti le problematiche strettamente connesse ai profili sanzionatori e procedimentali, raffigurando l’esigenza di operare sempre un’indagine che differenzi il “comportamento elusivo” (rientrante in una delle fattispecie di cui all’art. 37-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600) dall’“abuso del diritto”, condotta in violazione di un principio non scritto ma di provenienza giurisprudenziale, che vieta comportamenti di “aggiramento del diritto”, senza una sua aperta violazione, al fine di ottenere un risultato considerato “riprovevole” dall’ordinamento e quindi non meritevole di tutela.
 
L’intervento di Samantha Buttus, infine, ha posto l’accento su come il diritto di difesa nella propria dimensione procedimentale rappresenti un principio fondamentale dell’ordinamento giuridico, da applicare alle attività di accertamento dei tributi nell’ambito delle quali il contribuente deve avere sempre la possibilità manifestare “utilmente” la sua posizione.
 
Nella seconda sessione, dal titolo “casi, problemi e prospettive”, sono stati illustrati due ulteriori interventi che hanno proposto il tema dell’abuso del diritto visto dal rispettivo angolo visuale dei professionisti e dell’Amministrazione finanziaria, attraverso le relazioni di Dario Deotto, dell’Ordine dei Dottori commercialisti ed Esperti contabili di Udine, e di Chistian David della Direzione regionale delle Entrate del Friuli Venezia Giulia.
 
I recenti interventi giurisprudenziali, in particolare della Suprema Corte di Cassazione, che hanno reso sempre più attuali le problematiche connesse alla “clausola antiabuso” quale rimedio dell’ordinamento stesso a fronte di attività elusive poste in essere dal contribuente per ridurre il costo fiscale delle sue scelte economiche, sono stati ampiamente commentati dal Deotto, mentre David ha concluso i lavori illustrando una serie di case histories nei quali è stato applicato il concetto di abuso del diritto in sede di accertamento. Dalla disamina è emerso come nella regione Friuli Venezia Giulia tale fenomenologia non appare particolarmente diffusa e ricorrente, fermo restando che solo i comportamenti particolarmente aggressivi e fuori dagli schemi economici previsti dal nostro ordinamento siano stati colpiti.
pubblicato Mercoledì 31 Marzo 2010

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