Piemonte
Cuneo: studi di settore e novità delle norme anticrisi
Questi i temi del convegno fra Confindustria, Entrate Piemonte e Ordine dei commercialisti
In un tempo di crisi economica, il fisco può aiutare le imprese? E gli studi di settore sono uno strumento adeguato all'attuale momento economico? Questi alcuni fra gli interrogativi emersi nel corso del convegno dal titolo “Studi di settore e novità dei provvedimenti anticrisi” che si è svolto a Cuneo martedì scorso. Un importante punto di convergenza è emerso al termine dell'incontro: gli studi possono essere rappresentativi solo se sono accompagnati da un adeguato contraddittorio con il contribuente. Il dialogo e il confronto hanno caratterizzato il tradizionale appuntamento di autunno dedicato alle tematiche dell’accertamento, organizzato da Confindustria Cuneo, dal locale Ordine dei dottori Commercialisti e degli esperti contabili e dalla Direzione regionale del Piemonte dell’Agenzia delle Entrate.
 
Un incontro a tre voci ricco di spunti di riflessione introdotti dal vicepresidente di Confindustria Cuneo, Mauro Gola: “È un momento di difficoltà per le imprese, che fatturano poco, incassano meno e hanno difficoltà di accesso al credito. Non chiediamo una moratoria dall’accertamento fiscale, ma dagli adempimenti difficoltosi e dalla pressione fiscale elevata” .
Spunti subito raccolti dal direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Palitta: “In un momento di crisi bisogna saper guardare lontano ed avere una strategia. Cerchiamo di far pagare quelli che non hanno mai pagato, ad esempio passando al setaccio coloro che hanno portato la residenza all’estero ed utilizzando fortemente l’accertamento sintetico”. E spiegando le novità degli studi di settore ha spiegato: “È stato reciso il filo dell’automatismo degli studi che poteva generare la cosiddetta catastalizzazione del reddito. Nell’ambito del contraddittorio dobbiamo valutare con razionalità anche la crisi in atto.”
Secondo Maurizio Grosso, presidente dell’Ordine, per i professionisti in questi momenti di crisi non è facile trovarsi fra le imprese e il fisco: “Negli ultimi 12 mesi abbiamo acquisito una maggiore stabilità dal punto di vista macroeconomico e finanziario, ma viviamo con molta più preoccupazione per la sussistenza di intere aziende, persone e famiglie. In un momento come questo l’aspetto fiscale passa quasi in secondo piano”. Passando in rassegna le ultime novità fiscali dei provvedimenti anticrisi, Maurizio Grosso ne ha lamentato l’impatto limitato sulla vita delle aziende ed ha espresso le proprie perplessità sul meccanismo del click day.
Intervento più strettamente tecnico per Micaela Trucco, dell’Ufficio accertamento della Direzione regionale, che ha illustrato i correttivi introdotti agli studi di settore per cercare di rimediare ad alcuni fattori di criticità, come ad esempio il maggiore costo di materie prime e carburanti e le maggiori giacenze in magazzino. Federico Scossa Lodovico, dell’ordine dei commercialisti ha espresso il punto di vista dei contribuenti e dei professionisti. Infatti, nel momento fatidico della dichiarazione si augurano di risultare congrui e coerenti con gli studi di settore ma hanno serie difficoltà nell’adeguarsi spontaneamente con la crisi di liquidità in atto. Angelo Mirra, dell’ufficio fiscalità generale della Direzione regionale, ha lanciato un ultimo messaggio positivo illustrando due provvedimenti che potrebbero rivelarsi importanti per un rilancio concreto delle imprese e dell’economia in crisi: la “Tremonti ter” e lo scudo fiscale per il rimpatrio dei capitali.
Infine, l’annuncio del direttore regionale Vincenzo Palitta: “Da febbraio anche a Cuneo partiremo con la Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate.”
Luciano Morlino
Roberta Quarto
pubblicato Venerdì 23 Ottobre 2009

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