Venerdì 17 Maggio 2013 - Aggiornato alle 19:01
Dati e statistiche
Il modello Eas riscrive la mappa
dell'associazionismo italiano
dell'associazionismo italiano
Certificato, nei numeri e nell'adesione all'iniziativa, 222.151 enti, l'esito positivo dell'operazione
Un successo che ha già consentito, a sole tre settimane dal taglio definitivo della linea del traguardo, fissato per il 31 dicembre 2009, di ridisegnare, con accuratezza, la carta della solidarietà e dell'impegno che contraddistinguono tratti e profili prevalenti nell'universo dell'associazionismo e, quindi, per riflesso della società civile. Insomma, la collaborazione tra il Terzo settore e l'Agenzia delle Entrate in merito alla definizione del modello Eas, modulata attraverso una serie periodica ed efficace d'incontri, di tavole rotonde e ispirata al dialogo franco e, alle volte, al confronto anche aspro sui temi più scivolosi, ha funzionato, sia in riferimento alle convergenze condivise sia, e i numeri ora lo testimoniano, in riferimento ai risultati centrati.
Terzo settore allo specchio con il censimento modello Eas - E allora diamo spazio ai numeri. Scaduti i termini, sono stati ben 222.151 i modelli Eas trasmessi dagli enti associativi per l'invio della comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali. Una prima conclusione positiva che si può trarre dall'analisi di questo numero complessivo ad oggi censito, consiste nel ravvisare che l'amplia platea degli interessati ha quindi provveduto a rispondere in modo piuttosto uniforme e omogeneo. In pratica, s'è registrata una vera e propria corsa alla presentazione del modello Eas, introdotto dall'articolo 30 del decreto anticrisi (Dl 185/2008), e che consente agli enti associativi di natura privatistica, incluse le società sportive dilettantistiche e le organizzazioni di volontariato, di poter godere dei benefici fiscali ai fini delle imposte sui redditi e dell'Iva.
La ricetta del successo, un mix tra collaborazione e assistenza - E comunque, se oggi è possibile passare in rassegna il volto, attuale, del Terzo settore, oltre al dialogo e alla collaborazione tra i rappresentanti dell'associazionismo e l'Agenzia delle Entrate, è corretto far rilevare l'aiuto prezioso prestato, nei mesi passati, dagli uffici, e soprattutto dalle centinaia di operatori che vi svolgono quotidianamente il loro servizio, dell'Amministrazione finanziaria dislocati su tutto il territorio nazionale e la cui assistenza alla compilazione e all'invio del modello in via telematica ha rivestito, anzi, riveste un ruolo anch'esso centrale per leggere, in modo appropriato, il successo dell'operazione modello Eas.
Con il modello Eas al bando la slealtà in forma associata - Per fare chiarezza, tra gli obiettivi connessi alla discesa in campo del modello Eas, già di routine nella sua applicazione in altri Paesi europei, si rammenta che i principali sono di rafforzare la capacità di controllo dell'Amministrazione e, al contempo, permettere di disporre dei numeri, dei dati e dei tracciati necessari a contrastare e a mettere al bando la concorrenza sleale tra operatori attivi nel mondo dell'associazionismo. Un fenomeno questo ben presente ai contribuenti e ai cittadini, e agli stessi rappresentanti della realtà il cui ambito è delimitato dall'impegno.
L'Italia dell'associazionismo in versione Eas/2010 fa il pieno in Lombardia - Sempre restando sui numeri, dalla loro osservazione la nuova mappa dell'associazionismo 2010, che acquista un profilo chiaro, vede in testa, per la concentrazione degli enti che hanno provveduto nei termini a compilare e inviare il modello Eas, la Lombardia. E' questa quindi la regione dove sembra battere il cuore del Terzo settore., ben 31.868 sono le associazioni che hanno risposto all'appello formulato dal modello Eas. A seguire, e per completare il podio, la seconda piazza è riservata alle 20.659 associazioni registrate nel Lazio che, in realtà, hanno prevalso su quelle del Veneto, 20.603, proprio sulla linea del traguardo, cioè al fotofinish. Più indietro l'Emilia Romagna (19.005) e il Piemonte, dove la linea s'è arrestata sulla soglia delle 18.488 associazioni censite. Seguono tutte le altre regioni, con la Val d'Aosta che chiude a 711.
L'associazionismo per caratteri, cioè per tipologia. Lo sport vince sulla cultura - Passando dai numeri regionalizzati alla ripartizione degli enti associativi effettuata per tipologia, il modello Eas ci consegna l'immagine classica, anzi, tradizionale, delle predisposizioni, anch'esse tipiche, prevalenti tra gli italiani. In vetta alla graduatoria, infatti, è lo sport, nel cui ambito rientrano ben 73.150 associazioni, che s'impone. E non c'è bisogno del fotofinish, dato che per imbattersi nel secondo tipo classificato si deve scivolare sino a 52.135, numero questo che fotografa e fissa le misure delle associazioni che operano in ambito prevalentemente culturale. Insomma, a conti fatti lo sport sembra battere, e di gran lunga, la cultura, certificando che gli italiani sono un popolo di sportivi, come peraltro suggerito da anni dai massimi esperti nell'arte del come migliorare il livello di vita quotidiano, sempre tenendo ben presenti anche stipendi e salari naturalmente, e la salute. La terza posizione, invece, spetta alla associazioni di promozione sociale, 25.850, il cui germogliare è parte della storia contemporanea del Paese e della sua evoluzione sul versante del sociale.
Ancora più indietro, quasi nascoste, sia le associazioni politiche, 2.202, sia quelle religiose, 4.782, anche questo, forse, un segno che indica il mutamento della società attuale. Ma il dato forse più singolare riguarda le associazioni pro-loco, il cui numero, 1.574, sembra davvero vicino oramai a chiudere una pagina quasi antica dell'associazionismo italiano, e questo considerando la notorietà, fin dai tempi dei tempi, di questo tipo particolare di luoghi di ritrovo, di collaborazione e di condivisione di progetti, di pensieri, di iniziative. Bisogna, però, ricordare che alcune pro-loco erano esonerate dall'adempimento, come indicato nelle istruzioni per la compilazione del modello.
L'associazionismo, per tipologie
In che settore operano le associazioni? E' sempre lo sport a farla da padrone - Passando dalla tipologia specifica all'individuazione dei diversi settori al cui interno si concretizza la presenza delle associazioni e la loro attività, i risultati non sembrano affatto mutare né tantomeno divergere. Al top, infatti, è sempre lo sport che risulta l'ambito d'impegno preferito dagli enti associativi, ben 79.080, andando quindi anche oltre il numero definito delle associazioni sportive dilettantistiche che vi operano in via principale. E' un numero che rivela, quindi, la presenza e la diffusione ramificata dello sport e di tutto ciò che a esso è riconducibile. In seconda posizione, invece, sempre la cultura, che vede in trincea 41.814 associazioni. Chiude il podio il settore dedicato alla ricreazione, 35.485. Più indietro la tutela dei lavoratori, altra trincea sul limitare della quale sono 18.930 gli enti che risultano trovarvi posto. L'ambiente, invece, è ancora più indietro, potendo vantare, nonostante l'appeal crescente, soltanto 6.120 associazioni che risultano a oggi impegnate, almeno secondo quanto reso dalla foto scattata dal modello Eas.
Terzo settore allo specchio con il censimento modello Eas - E allora diamo spazio ai numeri. Scaduti i termini, sono stati ben 222.151 i modelli Eas trasmessi dagli enti associativi per l'invio della comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali. Una prima conclusione positiva che si può trarre dall'analisi di questo numero complessivo ad oggi censito, consiste nel ravvisare che l'amplia platea degli interessati ha quindi provveduto a rispondere in modo piuttosto uniforme e omogeneo. In pratica, s'è registrata una vera e propria corsa alla presentazione del modello Eas, introdotto dall'articolo 30 del decreto anticrisi (Dl 185/2008), e che consente agli enti associativi di natura privatistica, incluse le società sportive dilettantistiche e le organizzazioni di volontariato, di poter godere dei benefici fiscali ai fini delle imposte sui redditi e dell'Iva.
La ricetta del successo, un mix tra collaborazione e assistenza - E comunque, se oggi è possibile passare in rassegna il volto, attuale, del Terzo settore, oltre al dialogo e alla collaborazione tra i rappresentanti dell'associazionismo e l'Agenzia delle Entrate, è corretto far rilevare l'aiuto prezioso prestato, nei mesi passati, dagli uffici, e soprattutto dalle centinaia di operatori che vi svolgono quotidianamente il loro servizio, dell'Amministrazione finanziaria dislocati su tutto il territorio nazionale e la cui assistenza alla compilazione e all'invio del modello in via telematica ha rivestito, anzi, riveste un ruolo anch'esso centrale per leggere, in modo appropriato, il successo dell'operazione modello Eas.
Con il modello Eas al bando la slealtà in forma associata - Per fare chiarezza, tra gli obiettivi connessi alla discesa in campo del modello Eas, già di routine nella sua applicazione in altri Paesi europei, si rammenta che i principali sono di rafforzare la capacità di controllo dell'Amministrazione e, al contempo, permettere di disporre dei numeri, dei dati e dei tracciati necessari a contrastare e a mettere al bando la concorrenza sleale tra operatori attivi nel mondo dell'associazionismo. Un fenomeno questo ben presente ai contribuenti e ai cittadini, e agli stessi rappresentanti della realtà il cui ambito è delimitato dall'impegno.
L'Italia dell'associazionismo in versione Eas/2010 fa il pieno in Lombardia - Sempre restando sui numeri, dalla loro osservazione la nuova mappa dell'associazionismo 2010, che acquista un profilo chiaro, vede in testa, per la concentrazione degli enti che hanno provveduto nei termini a compilare e inviare il modello Eas, la Lombardia. E' questa quindi la regione dove sembra battere il cuore del Terzo settore., ben 31.868 sono le associazioni che hanno risposto all'appello formulato dal modello Eas. A seguire, e per completare il podio, la seconda piazza è riservata alle 20.659 associazioni registrate nel Lazio che, in realtà, hanno prevalso su quelle del Veneto, 20.603, proprio sulla linea del traguardo, cioè al fotofinish. Più indietro l'Emilia Romagna (19.005) e il Piemonte, dove la linea s'è arrestata sulla soglia delle 18.488 associazioni censite. Seguono tutte le altre regioni, con la Val d'Aosta che chiude a 711.
Lo Stivale ridisegnato utilizzando il modello Eas
Regione | Numero |
| Lombardia | 31.868 |
| Lazio | 20.659 |
| Veneto | 20.603 |
| Emilia Romagna | 19.005 |
| Piemonte | 18.488 |
| Toscana | 18.075 |
| Sicilia | 14.851 |
| Campania | 12.234 |
| Puglia | 11.049 |
| Marche | 8.941 |
| Friuli Venezia Giulia | 7.442 |
| Liguria | 6.818 |
| Trentino Alto Adige | 6.451 |
| Abruzzo | 5.820 |
| Sardegna | 5.488 |
| Calabria | 5.437 |
| Umbria | 4.825 |
| Basilicata | 2.142 |
| Molise | 1.244 |
| Val d'Aosta | 711 |
| Totale | 222.151 |
Nella tabella è riportato il numero, per Regione, degli enti associativi che hanno provveduto a inviare, entro il 31 dicembre 2009, il modello Eas.
L'associazionismo per caratteri, cioè per tipologia. Lo sport vince sulla cultura - Passando dai numeri regionalizzati alla ripartizione degli enti associativi effettuata per tipologia, il modello Eas ci consegna l'immagine classica, anzi, tradizionale, delle predisposizioni, anch'esse tipiche, prevalenti tra gli italiani. In vetta alla graduatoria, infatti, è lo sport, nel cui ambito rientrano ben 73.150 associazioni, che s'impone. E non c'è bisogno del fotofinish, dato che per imbattersi nel secondo tipo classificato si deve scivolare sino a 52.135, numero questo che fotografa e fissa le misure delle associazioni che operano in ambito prevalentemente culturale. Insomma, a conti fatti lo sport sembra battere, e di gran lunga, la cultura, certificando che gli italiani sono un popolo di sportivi, come peraltro suggerito da anni dai massimi esperti nell'arte del come migliorare il livello di vita quotidiano, sempre tenendo ben presenti anche stipendi e salari naturalmente, e la salute. La terza posizione, invece, spetta alla associazioni di promozione sociale, 25.850, il cui germogliare è parte della storia contemporanea del Paese e della sua evoluzione sul versante del sociale.
Ancora più indietro, quasi nascoste, sia le associazioni politiche, 2.202, sia quelle religiose, 4.782, anche questo, forse, un segno che indica il mutamento della società attuale. Ma il dato forse più singolare riguarda le associazioni pro-loco, il cui numero, 1.574, sembra davvero vicino oramai a chiudere una pagina quasi antica dell'associazionismo italiano, e questo considerando la notorietà, fin dai tempi dei tempi, di questo tipo particolare di luoghi di ritrovo, di collaborazione e di condivisione di progetti, di pensieri, di iniziative. Bisogna, però, ricordare che alcune pro-loco erano esonerate dall'adempimento, come indicato nelle istruzioni per la compilazione del modello.
L'associazionismo, per tipologie
Tipo ente | Numero |
| Associazioni sportive dilettantistiche | 73.150 |
| Associazioni culturali | 52.135 |
| Associazioni di promozione sociale | 25.850 |
| Associazioni sindacali | 11.198 |
| Organizzazioni volontariato | 8.220 |
| Associazioni di categoria | 7.675 |
| Associazioni religiose | 4.782 |
| Associazioni assistenziali | 3.326 |
| Società sportive dilettantistiche | 2.868 |
| Associazioni politiche | 2.202 |
| Associazioni di formazione extra scolastica | 1.841 |
| Associazioni pro loco | 1.574 |
| Altri enti | 27.330 |
| Totale | 222.151 |
Nella tabella è riportato il numero, per tipologia, degli enti associativi che hanno provveduto a inviare, entro il 31 dicembre 2009, il modello Eas.
In che settore operano le associazioni? E' sempre lo sport a farla da padrone - Passando dalla tipologia specifica all'individuazione dei diversi settori al cui interno si concretizza la presenza delle associazioni e la loro attività, i risultati non sembrano affatto mutare né tantomeno divergere. Al top, infatti, è sempre lo sport che risulta l'ambito d'impegno preferito dagli enti associativi, ben 79.080, andando quindi anche oltre il numero definito delle associazioni sportive dilettantistiche che vi operano in via principale. E' un numero che rivela, quindi, la presenza e la diffusione ramificata dello sport e di tutto ciò che a esso è riconducibile. In seconda posizione, invece, sempre la cultura, che vede in trincea 41.814 associazioni. Chiude il podio il settore dedicato alla ricreazione, 35.485. Più indietro la tutela dei lavoratori, altra trincea sul limitare della quale sono 18.930 gli enti che risultano trovarvi posto. L'ambiente, invece, è ancora più indietro, potendo vantare, nonostante l'appeal crescente, soltanto 6.120 associazioni che risultano a oggi impegnate, almeno secondo quanto reso dalla foto scattata dal modello Eas.
Enti associativi per settore
Settore prevalente | Numero |
| Assistenza sociale | 4.201 |
| Socio-sanitario | 3.446 |
| Beneficienza | 2.754 |
| Educazione e formazione | 14.308 |
| Sport | 79.080 |
| Ambiente | 6.120 |
| Cultura | 41.814 |
| Ricerca scientifica | 2.021 |
| Ricreazione | 35.485 |
| Tutela dei diritti | 2.339 |
| Tutela della famiglia | 987 |
| Tutela dei lavoratori | 18.930 |
| Tutela tradizioni locali | 4.343 |
| Politica | 2.671 |
| Religione | 3.652 |
| Totale | 222.151 |
Nella tabella gli enti associativi che hanno provveduto a inviare, entro il 31 dicembre 2009, il modello Eas, sono ripartiti in base al settore prevalente che li vede impegnati.
Stefano Latini
pubblicato Venerdì 22 Gennaio 2010
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