Martedì 21 Maggio 2013 - Aggiornato alle 19:03
Dati e statistiche
Partite Iva, nel mese di marzo
persone fisiche in pole position
persone fisiche in pole position
L’analisi dei dati secondo un’elaborazione che suddivide le new entry per natura giuridica, attività economica, territorio e, per quanto riguarda le pf, sesso ed età
Nonostante la crisi, in salita quanti non rinunciano a mettersi in pista. A marzo, infatti, sono aumentate del 7,4%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, le richieste di apertura di nuove partite Iva. Dal confronto con il mese precedente, invece (febbraio 2012), emerge che l’asticella avanza di 12,4 punti. Complessivamente, le nuove entrate, sono 62.284.
I numeri sono quelli forniti dall’Osservatorio creato ad hoc presso il dipartimento Finanze, organo che ci aggiorna mensilmente sul pianeta Iva attraverso l’analisi periodica delle informazioni a disposizione dell’Anagrafe tributaria. L’elaborazione analizza i dati suddividendo imprese e professionisti per natura giuridica, attività economica, territorio e, in caso di persone fisiche, sesso ed età.
Dalle persone fisiche il maggior numero di richieste
Continuano a essere soprattutto le persone fisiche a far guadagnare posizioni alla percentuale complessiva. A marzo, infatti, in questa categoria, sono stati registrati 48.424 (+14,3%) nuovi arrivati, il 77,7% del totale, compensando così, con ampio margine, le perdite subite dalle altre forme giuridiche.
Focus sui dati territoriali
Meno lineare l’andamento a livello territoriale. Se, infatti, da una parte è il Nord ad aver aperto il più alto numero di partite Iva (il 41,5%), seguito dal Centro (il 23,2%) e dal Sud (il 35,2%), in realtà i risultati relativi alle macro aree geografiche “nascondono” significative differenzazioni a livello regionale. Così, ad esempio, mentre la Campania, rispetto a marzo 2011, registra un incremento del 21%, il Molise torna indietro di 8,8 punti.
Salendo per lo Stivale, il Nord-ovest ha ottenuto un incremento contenuto, il Nord-est è rimasto praticamente immutato. Rispetto alla prima area è stata la Valle d’Aosta ad emergere con un +11,2%, è invece Bolzano a guidare il Nord-est con un +21,53%.
Al Centro il valore più alto spetta al Lazio, dove le partite Iva crescono del 13,40%.
Tra le regioni del Sud, come già detto, svetta la Campania, mentre è la Sicilia (+16,98%) a far avanzare le isole.
L’altalena delle attività
Il settore produttivo che ha registrato il maggior numero di nuovi ingressi è il commercio (22,2%), seguito dalle attività professionali (15,8%).
A distinguersi, il ramo servizi che mette da parte il 10,8% in più di aperture rispetto a marzo 2011 e il 51,8% del totale. In questo ambito fanno progressi, in particolare, le attività professionali (+11%), mentre calano quelle immobiliari (-12,6%).
Tra le attività imprenditoriali emergono quelle connesse all’agricoltura (+14,3%) e spicca il comparto pesca acquacoltura avvicinatosi al 40% di crescita; a ribasso, invece, il settore industriale, che scende dello 0,8%, soprattutto a causa della crisi dell’edilizia (-2,4%).
In crescita le partite Iva “giovani”
In relazione al sesso, a marzo sono stati gli uomini a chiedere il maggior numero di nuove partite Iva, 31.428 in tutto, il 65% del totale, mentre la quota rosa si ferma a 16.995 pur guadagnando, anch’essa, il segno positivo con un +13,60% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Dal punto di vista dell’età anagrafica, sono i giovani fino a 35 anni a primeggiare (24.820), rappresentando più della metà dei nuovi entrati a tale criterio. La percentuale, confrontata con marzo 2011, cresce del 23,38%, 15.710 gli uomini, 9.110 le donne.
I numeri sono quelli forniti dall’Osservatorio creato ad hoc presso il dipartimento Finanze, organo che ci aggiorna mensilmente sul pianeta Iva attraverso l’analisi periodica delle informazioni a disposizione dell’Anagrafe tributaria. L’elaborazione analizza i dati suddividendo imprese e professionisti per natura giuridica, attività economica, territorio e, in caso di persone fisiche, sesso ed età.
Dalle persone fisiche il maggior numero di richieste
Continuano a essere soprattutto le persone fisiche a far guadagnare posizioni alla percentuale complessiva. A marzo, infatti, in questa categoria, sono stati registrati 48.424 (+14,3%) nuovi arrivati, il 77,7% del totale, compensando così, con ampio margine, le perdite subite dalle altre forme giuridiche.
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Meno lineare l’andamento a livello territoriale. Se, infatti, da una parte è il Nord ad aver aperto il più alto numero di partite Iva (il 41,5%), seguito dal Centro (il 23,2%) e dal Sud (il 35,2%), in realtà i risultati relativi alle macro aree geografiche “nascondono” significative differenzazioni a livello regionale. Così, ad esempio, mentre la Campania, rispetto a marzo 2011, registra un incremento del 21%, il Molise torna indietro di 8,8 punti.
Salendo per lo Stivale, il Nord-ovest ha ottenuto un incremento contenuto, il Nord-est è rimasto praticamente immutato. Rispetto alla prima area è stata la Valle d’Aosta ad emergere con un +11,2%, è invece Bolzano a guidare il Nord-est con un +21,53%.
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Tra le regioni del Sud, come già detto, svetta la Campania, mentre è la Sicilia (+16,98%) a far avanzare le isole.
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Il settore produttivo che ha registrato il maggior numero di nuovi ingressi è il commercio (22,2%), seguito dalle attività professionali (15,8%).
A distinguersi, il ramo servizi che mette da parte il 10,8% in più di aperture rispetto a marzo 2011 e il 51,8% del totale. In questo ambito fanno progressi, in particolare, le attività professionali (+11%), mentre calano quelle immobiliari (-12,6%).
Tra le attività imprenditoriali emergono quelle connesse all’agricoltura (+14,3%) e spicca il comparto pesca acquacoltura avvicinatosi al 40% di crescita; a ribasso, invece, il settore industriale, che scende dello 0,8%, soprattutto a causa della crisi dell’edilizia (-2,4%).
In crescita le partite Iva “giovani”
In relazione al sesso, a marzo sono stati gli uomini a chiedere il maggior numero di nuove partite Iva, 31.428 in tutto, il 65% del totale, mentre la quota rosa si ferma a 16.995 pur guadagnando, anch’essa, il segno positivo con un +13,60% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Dal punto di vista dell’età anagrafica, sono i giovani fino a 35 anni a primeggiare (24.820), rappresentando più della metà dei nuovi entrati a tale criterio. La percentuale, confrontata con marzo 2011, cresce del 23,38%, 15.710 gli uomini, 9.110 le donne.
Anna Maria Badiali
pubblicato Giovedì 10 Maggio 2012
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