La Posta
Tassazione Irpef delle erogazioni di beni accessori da parte del datore di lavoro al dipendente
Quando un'erogazione liberale di beni  accessori rispetto alla retribuzione può non essere assoggettata a Irpef?
G. Scotto
L’articolo 51, comma 1, del Tuir prevede che “Il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo di imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali,  in relazione al rapporto di lavoro…”. La disposizione stabilisce, pertanto, il principio di onnicomprensività del reddito di lavoro dipendente e, di conseguenza, l’assoggettamento a tassazione di tutto ciò che il lavoratore dipendente riceve in relazione al rapporto di lavoro.
La norma comprende, oltre alla retribuzione corrisposta in danaro, anche i “vantaggi accessori”, sotto forma di compensi in natura, consistenti in beni o servizi prodotti dallo stesso datore di lavoro, ovvero di sconti particolari sull’acquisto di tali beni e servizi, che i lavoratori subordinati possono conseguire a integrazione della retribuzione in danaro.
Lo stesso articolo 51, al comma 3, primo periodo, stabilisce i criteri di valutazione dei beni ceduti e dei servizi prestati al dipendente in relazione al rapporto di lavoro, rinviando alle disposizioni relative alla determinazione del valore normale dei beni e servizi contenute nell’articolo 9 del Tuir.
Tuttavia, in deroga al criterio generale fissato nel comma 1 dell’articolo 51, il terzo comma, ultima parte, del medesimo articolo stabilisce che “Non concorre a formare il reddito il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati, se complessivamente di importo non superiore nel periodo di imposta a lire 500.000 (€ 258,23); se il predetto valore è superiore a detto limite lo stesso concorre interamente a formare il reddito”.

risponde
Antonina Giordano
 pubblicato Giovedì 22 Luglio 2010