Conservazione delle fatture: coesistenza di diverse modalità (elettronica ed analogica)

La scelta della fatturazione elettronica consente di continuare ad adottare le modalità di conservazione tradizionali per le fatture in formato analogico?
Gregorio Vandini
L'articolo 39 del Dpr 633/1972, dispone che la fattura emessa e trasmessa elettronicamente deve essere conservata nella stessa forma, mentre la fattura emessa in forma elettronica ma spedita o consegnata con i mezzi tradizionali, può essere conservata in formato elettronico o, in alternativa, secondo le modalità tradizionali, su supporto cartaceo.
Ai sensi degli articoli 3 e 4 del Dm 23 gennaio 2004, il processo di conservazione digitale può essere limitato a una o più categorie di documenti purché sia assicurato l'ordine cronologico delle registrazioni e non vi sia soluzione di continuità per ogni periodo di imposta. Una volta prescelta una determinata modalità di conservazione (analogica o elettronica) in relazione ad un periodo d'imposta, la stessa deve essere adottata per tutti i documenti rientranti nella medesima categoria, anche in presenza di modalità alternative di conservazione previste dalla norma.
Con la circolare n. 36/E del 6 dicembre 2006, è stato chiarito che "ove il contribuente intenda adottare la conservazione elettronica delle sole fatture elettroniche, è consentita la conservazione con le modalità tradizionali delle fatture in formato analogico a condizione che le stesse siano annotate in un apposito registro sezionale e numerate progressivamente con una distinta serie numerica in ordine cronologico, senza soluzione di continuità per periodo di imposta".
In altre parole è possibile la coesistenza di fatture analogiche e fatture elettroniche all'interno di ciascuna categoria "fatture attive" - "fatture passive", a condizione che siano adottate distinte serie di numerazione progressive e istituiti appositi registri sezionali, e che per ogni singolo cliente o fornitore sia utilizzata un'unica modalità di conservazione per l'intero periodo d'imposta, in modo che le fatture emesse o ricevute risultino annotate tutte nel medesimo registro sezionale.
risponde
Antonina Giordano
 pubblicato Mercoledì, 27 Gennaio 2010
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