La Posta
Gestione del bar nel compendio ospedaliero
Vorrei sapere se l’attività di gestione di un bar all’interno del compendio ospedaliero facente parte di una Asl possa essere considerata esente dall’Iva.
O. Lorenzetti
Gli enti pubblici e privati, comprese le associazioni che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali o agricole, acquistano la veste di soggetto d’imposta per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi svolte nell’esercizio di attività di natura commerciale o agricola a prescindere dal fatto che perseguano o meno fini di lucro.
Le Asl, da un punto di vista soggettivo, pur essendo prive della personalità giuridica e pur non svolgendo attività economiche in via principale, sono da considerare soggetti passivi per le attività da esse svolte in quanto le medesime non possono ricondursi tra quegli atti posti in essere nella qualità di pubblica autorità (gli atti e i provvedimenti formali tipici delle Autorità localmente preposte alla cura di funzioni pubbliche).
Infatti, il Servizio sanitario nazionale costituisce un fine sociale che lo Stato persegue, approntando le strutture idonee dirette ad assicurare da parte di tutti i cittadini, la utilizzazione del servizio stesso, non in veste di pubblica autorità in quanto non viene esercitato in via esclusiva dagli organismi pubblici, né da altri su loro delega, ma anche da strutture e organismi privati (case di cura, medici eccetera).
Dal punto di vista oggettivo, alcune prestazioni rese nell’ambito delle Asl sono rilevanti agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto se le stesse sono rese dietro corrispettivo mentre altre, erogate dalle Asl senza corrispettivo agli aventi diritto nell’ambito della propria attività istituzionale, esulano dal campo di applicazione dell’Iva per carenza del presupposto oggettivo.
L’attività di gestione del bar nel compendio ospedaliero è rilevante ai fini dell’Iva e, quindi, soggetta, al tributo.
Sono, invece, esenti dall’Iva:
  • le quote di partecipazione alla spesa sanitaria (ticket) versate da assistiti del servizio sanitario nazionale alle Asl per le prestazioni di diagnostica strumentale e di visite specialistiche
  • le reciproche prestazioni sanitarie rese tra le Asl mediante proprie strutture
  • le prestazioni concernenti le visite fiscali effettuate ai dipendenti di enti e aziende private e pubbliche
  • le prestazioni ambulatoriali, le visite specialistiche e le analisi effettuate nei confronti di dipendenti di enti e aziende private e pubbliche
  • le prestazioni veterinarie.

risponde
Antonina Giordano
 pubblicato Mercoledì 5 Gennaio 2011