Venerdì 25 Maggio 2012 - Aggiornato alle 10:37
La Posta
Rimanenze relative a opere di durata pluriennale
La valutazione delle rimanenze finali di commesse di durata pluriennale al termine dell’esercizio va effettuata tenendo conto della parte della commessa realizzata sin dall’inizio di esecuzione del contratto oppure considerando le singole frazioni di opera riferite a ciascun esercizio?
B. Costa
La variazione delle rimanenze finali delle opere ultrannuali avviene al termine dell'esercizio attraverso una scrittura di rettifica che dà rilievo, ai fini della valutazione della commessa, al corrispettivo maturato.
Tale modalità di valutazione del magazzino differisce da quella ordinaria prevista per le rimanenze di beni (materie prime, prodotti finiti, merci, eccetera), poiché la commessa deve essere unitariamente considerata e la sua valutazione, al termine di ciascun esercizio, è relativa al valore globale dell'opera eseguita fin dall'inizio del periodo di esecuzione del contratto, al netto della frazione di opera per la quale sono stati liquidati corrispettivi a titolo definitivo. La valutazione di questo particolare tipo di rimanenza esclude, proprio a motivo della unitarietà dell'opera, che si possa formare una stratificazione di valori da attribuire separatamente alle parti della commessa formatesi nei singoli esercizi.
Pertanto, la valutazione di fine periodo delle rimanenze deve essere effettuata con riguardo all’intera parte di commessa realizzata sin dall’inizio di esecuzione del contratto, tenendo conto dell’oscillazione del tasso di cambio intervenuta rispetto agli esercizi precedenti.
Tale modalità di valutazione del magazzino differisce da quella ordinaria prevista per le rimanenze di beni (materie prime, prodotti finiti, merci, eccetera), poiché la commessa deve essere unitariamente considerata e la sua valutazione, al termine di ciascun esercizio, è relativa al valore globale dell'opera eseguita fin dall'inizio del periodo di esecuzione del contratto, al netto della frazione di opera per la quale sono stati liquidati corrispettivi a titolo definitivo. La valutazione di questo particolare tipo di rimanenza esclude, proprio a motivo della unitarietà dell'opera, che si possa formare una stratificazione di valori da attribuire separatamente alle parti della commessa formatesi nei singoli esercizi.
Pertanto, la valutazione di fine periodo delle rimanenze deve essere effettuata con riguardo all’intera parte di commessa realizzata sin dall’inizio di esecuzione del contratto, tenendo conto dell’oscillazione del tasso di cambio intervenuta rispetto agli esercizi precedenti.
risponde
Antonina Giordano
pubblicato Mercoledì 8 Settembre 2010
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