Sapevate che...

Per un’oncia di cannabis…
"È ora di controllare la marijuana. E di tassarla" è uno degli spot scelti per il referendum che chiederà ai cittadini californiani, il prossimo 2 novembre, se sono o no favorevoli alla liberalizzazione (non più solo a scopi terapeutici) della cannabis: un’oncia di erba per uso personale e una piccola aiuola da coltivare, è questo il contenuto della Proposition 19 messa ai voti. Secondo i sondaggi, si preannuncia la vittoria di un "si" trasversale per ragioni di "cassa". Le nuove imposte porterebbero, infatti, circa 2 miliardi di dollari utili al risanamento del debito pubblico. L’iniziativa contrasta, però, con la norma federale e da Washington si stanno già muovendo. (am.ba)
19/10/2010
Tassa sui ricchi, si o no?
"Siete favorevoli a introdurre una tassa del 5% sui redditi delle famiglie che superano i 400mila dollari annui?" Questa potrebbe essere la domanda a cui saranno chiamati a rispondere, il prossimo 2 novembre, i cittadini dello Stato di Washington. Si tratta dell'introduzione della "tassa sui ricchi", che sta dividendo l'America tra favorevoli e contrari. Il referendum propositivo vede anche lo stato maggiore di Microsoft diviso in due fazioni: Bill Gates, principale azionista e fondatore dell'azienda voterà "sì", mentre l'amministratore delegato, Steve Ballmer, che ha contribuito con 100mila dollari alla campagna anti-tassa, si attesterà sul fronte del "no". (li.ch.)
29/9/2010
Tasse per battere l'Asse
"The new Spirit" è il titolo di un singolare cartone animato prodotto dalla Walt Disney nel 1942, durante la seconda guerra mondiale. Il simpatico protagonista, Paperino, notoriamente poco propenso ad aprire il proprio portafoglio, spiegava come e perché occorresse pagare le tasse per aiutare l'esercito americano e nell'occasione lanciava uno slogan molto convincente: "Tasse per battere l'Asse". Lo spot, visto da 60 milioni di persone, secondo un sondaggio della Gallup, influenzò positivamente il 37% dei contribuenti che seguirono le indicazioni di Donald Duck. (am.ba)
14/9/2010
Mr. Crocodile braccato dal Fisco
Il colmo per un ardimentoso cacciatore di coccodrilli? Inciampare nella rete del Fisco. Succede in Australia, dove Paul Hogan, protagonista del cult movie “Mr. Crocodile Dundee”, è stato bloccato dall’Australian Tax Office per una presunta evasione fiscale: oltre 27 milioni di euro di redditi non dichiarati dal celebre attore nel periodo tra il 1987 e il 2005. Hogan, che respinge ogni accusa, vive da anni a Los Angeles, negli Stati Uniti, ed era tornato in patria per il funerale della madre, morta alla veneranda età di 101 anni. Adesso lasciare la sua terra potrebbe costargli molto caro. (la.mi)
26/8/2010